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GIOVANI ANFFAS A LAVORO

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Giovani ANFFAS a Lavoro” ed è proposto da “ANFFAS – Associazione Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale” – di Torremaggiore (FG).

Il proponente

Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale – è una grande associazione di genitori, familiari ed amici di persone con disabilità che opera da oltre 50 anni , oggi è presente sull’intero territorio nazionale con 200 associazioni locali, 17 organismi regionali e 60 Autonomi enti.

L’ ASSOCIAZIONE ANFFAS ONLUS di TORREMAGGIORE si è costituita nel 2004 ed è aggiudicataria con contratto quindicennale di una struttura comunale circondata da un ampio spazio a verde sul quale è stato progettato di realizzare, tra l’altro, una serra ed un orto.  Opera su base di volontariato, non ha scopo di lucro e persegue finalità di solidarietà e di promozione sociale, in campo: sanitario, sociale, socio-sanitario, socio-assistenziale, socio-educativo, sportivo – ludico motorio, della ricerca scientifica, della formazione, della beneficenza, della tutela dei diritti umani e civili, in favore di persone svantaggiate in situazione di disabilità intellettiva e/o relazionale e delle loro famiglie, affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente nel rispetto della propria dignità.

L’Associazione opera attraverso lo sviluppo di attività atte a: a) stabilire e mantenere rapporti con gli Organi governativi e legislativi internazionali, europei, nazionali e regionali, con gli Enti Locali e con i Centri pubblici e privati operanti nel settore della disabilità; b) promuovere il principio dell ‘inclusione sociale , in particolare l’inclusione scolastica, la qualificazione professionale e l’inserimento inclusivo nel proprio contesto sociale e nel mondo del lavoro; c) promuovere lo sviluppo di strutture e servizi: abilitativi, riabilitativi, sanitari, sociali, socio-sanitari, socio-assistenziali, educativi, assistenziali, formativi, socio-educativi, sportivi – ludico motori, strutture diurne e/o residenziali, d) assumere la rappresentanza e la tutela dei diritti umani, sociali e civili, di cittadini disabili.

Il progetto

Il progetto consiste nella sistemazione di spazi e nella costruzione di una serra per produzioni agricole e nella realizzazione di attività di formazione teorica e sul campo nel settore agricolo a vantaggio di giovani tra i 14 ed i 35 anni in condizioni di disagio intellettivo e/o relazionale. Le attività formative saranno estese alle nozioni ed al trasferimento di conoscenza e competenza relativo alla creazione di una cooperativa sociale di tipo B e, più in generale alla creazione e start-up di impresa.

Le serre verranno realizzate sul terreno di circa 2000 mq. di proprietà del Comune di Torremaggiore, il cui diritto di superficie è stato ceduto all’associazione ANFFAS per la realizzazione di opere inerenti le finalità e le attività statutarie dell’associazione, quali ad esempio “…laboratori per l’avviamento all’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale…”.

Le attività di corso “teoriche” verranno tenute presso la sede dell’ANFFAS, nei locali della contigua ex scuola materna “Nicholas Green”.

Il progetto «Giovani ANFFAS a lavoro» consente di perseguire un obiettivo importante: migliorare la qualità di vita delle persone disabili e offrire loro l’opportunità di rendersi autonomi e protagonisti del proprio progetto lavorativo, superando lo status di destinatari/beneficiari del servizio.

  • Contesto e problematiche

Torremaggiore, in provincia di Foggia, è ubicato nell’Alto Tavoliere e, dopo San Severo, ne costituisce il centro più popoloso con una popolazione che si attesta al di sopra dei 17.000 abitanti e che, contrariamente agli altri piccoli centri dell’area, fa registrare negli ultimi decenni un continuo incremento.

Nell’area tutto gira intorno all’agricoltura, che rappresenta il settore trainante dell’economia. Tale dato è confermato dal dato della SAU che nell’ambito sia della provincia di Foggia sia della Regione, fa registrare un valore molto al di sopra della media: il territorio del Comune di Torremaggiore è per il 99,75% SAU, contro una media provinciale del 99,50 che è comunque il più alto delle province pugliesi.

A supporto della vocazione agricola, il territorio di Torremaggiore è interessato da produzioni di qualità certificate: il formaggio Canestrato pugliese DOP, l’Olio Dauno DOP, il vino Aleatico Puglia DOC ed il vino San Severo DOC. A sottolineare la qualità del territorio, e quiindi la possibilità di coltivare prodotti genuini e di qualità, vi è la costituzione del Parco Regionale del Medio Fortore che interessa una parte rilevante del territorio del Comune di Torremaggiore.

Di contro la cultura rurale è anche fortemente conservatrice e la disabilità, soprattutto in contesti di basso livello di scolarizzazione, è visto come un problema da nascondere.

Pertanto il ruolo dell’Associazione è fondamentale per fare in modo di creare rete tra le famiglie che hanno al proprio interno persone e, soprattutto, giovani disabili e creare connessioni con la comunità locale affinchè tali giovani possano essere visti non come un peso per la società, ma come parte attiva della stessa.

Obiettivo generale ed obiettivi  specifici

L’obiettivo è di creare inclusione lavorativa, migliore qualità di vita delle persone disabili e delle loro famiglie e valorizzazione delle produzioni autoctone del territorio,

Il bisogno di avere una certa autonomia professionale ed economica è stato sempre il pensiero delle famiglie ANFFAS. Si mirerà, quindi, rafforzare gli elementi conoscitivi in ambito agricolo, questo per una autonomia nel disbrigo di piccoli compiti in agricoltura, in considerazione del fatto che la risorsa prevalente della zona è l’agricoltura e che la maggior parte delle famiglie ANFFAS sono impegnate in aziende agricole; pertanto la persona con disabilità troverebbe aperta la porta dell’inserimento al lavoro con più semplicità.

Obiettivi specifici sono:

-       realizzare un sistema di formazione ed avviamento alle attività agricole;

-       mettere a punto un laboratorio – didattico specializzato nelle produzioni orticole;

-       incrementare le competenze nel settore agricolo ed orticolo in particolare per i giovani in condizione di disagio intellettivo e/o relazionale;

-       determinare le condizioni per la nascita di una cooperativa di tipo B che operi sul territorio nel campo della produzione e commercializzazione di prodotti agricoli ed orticoli;

-       incrementare, per i giovani in condizione di disagio che mostrano particolari attitudini, le competenze relative alla creazione di impresa e determinare le condizioni oggettive perché tale evenienza si realizzi;

-       creare le condizioni per la continuazione del servizio oltre la data di durata delle attività progettuali, estendendo il servizio alle popolose aree limitrofe al Comune di Torremaggiore.

 

Attività – la struttura delle attività progettuali è la seguente:

1. Gestione coordinamento e rendicontazione del progetto

1.1 Strutturazione del POD (Programma operativo di dettaglio)

1.2 Riunioni periodiche di gestione e coordinamento

1.3 Rendicontazione del progetto

2. Realizzazione interventi materiali

2.1 Sistemazione degli spazi destinati ad orto

2.2 Realizzazione della serra

2.3 Realizzazione delle strutture di supporto

3. Realizzazione attività laboratoriali

3.1Formazione dei gruppi

3.2Attività di formazione in aula

3.3Attività di formazione “sul campo”

Ma crofase 4: Comunicazione delle attività e dei risultati del Servizio

4.1_ Pubblicizzazione e promozione prima e durante la realizzazione del Servizio

4.2_Disseminazione dei risultati del Progetto

Macrofase 5: Monitoraggio e valutazione

5.1_Monitoraggio ex-ante

5.2_Monitoraggio e valutazione in itinere

5.3_Monitoraggio e valutazione ex post

La prima macrofase è quella che definisce la struttura di gestione del progetto nel suo intero. Una volta attivato il Project Management (Project Manager e relativo supporto operativo), si redigerà il Programma Operativo di Dettaglio, vale a dire la progettazione esecutiva delle attività progettuali e si struttureranno le riunioni periodiche di gestione e coordinamento che consentiranno un controllo costante del progetto e dei suoi indicatori tra cui quello economico/finanziario. La rendicontazione finale sarà la somma delle rendicontazioni periodiche che verranno svolte durante l’iter progettuale.

La macrofase n. 2 ha a che fare con gli interventi di preparazione al progetto: la sistemazione delle aree da adibire ad orto, la realizzazione della serra e delle strutture di supporto. La sede operativa ustat per le attività di formazione in aula verrà allestita presso la Scuola Materna Green mentre la serra sarà nel terreno contiguo alla struttura.

La macrofase 3 è quella più strettamente “di progetto” in quanto prevede lo svolgimento delle attività di formazione e di campo destinate ai giovani con disagio intellettivo e/o relazionale.

La macrofase 4 riguarda la comunicazione delle attività durante tutto l’arco di tempo di svolgimento del progetto e la disseminazione dei risultati raggiunti nella fase finale del progetto.

La macrofase 5 riguarda il monitoraggio e la valutazione ex ante, in itinere ed ex post del progetto per tutto l’arco temporale di svolgimento del progetto.

Risultati attesi:

a) maggiore integrazione sociale delle persone disabili;

b) consapevolezza da parte della comunità che le persone disabili rappresentano una risorsa in grado di contribuire alla realizzazione del proprio progetto di vita trasformando in reddito un’opportunità offerta loro;

c) realizzazione di una buona prassi replicabile e trasferibile in altri contesti ed altre problematiche simili;

d) costituzione di una cooperativa sociale di tipo B in grado di generare futuro lavorativo ai soci cooperatori (disabili e loro famiglie);

e) rafforzamento dell’autostima e delle capacità di autonomia per sentirsi “più vivi” e più cittadini del nostro Paese;

f) innalzamento delle competenze delle persone disabili e delle loro famiglie mediante attività formativa.

Impatti del progetto

La proposta progettuale come specificato nei punti precedenti ha un risvolto sociale di notevole impatto sulla comunità, non solo perché richiede il coinvolgimento diretto delle famiglie e della rete sociale, ma crea tutti quei fattori educativi, pedagogici ed inclusivi che conducono all’apertura delle persone disabili verso un nuovo mondo, verso una micro realtà in cui sono protagonisti assoluti del loro agire.

Il viaggio verso la conoscenza delle pratiche orticole consente un adeguamento a ritmi e situazioni nuove, ambienti e persone diverse. Le operazioni rinnovate nella quotidianità consentono alla persona disabile di acquisire sicurezza in ciò che fa e maggiore padronanza dell’attività e di se stesso generando il processo socializzante con se stesso e con l’ambiente che lo circonda.

La valenza educativa del metodo del fare agisce sui ricettori di ciò che si vorrebbe fare e ci si scopre in grado di fare accompagnando il disabile in un percorso nuovo di apertura e di socializzazione con l’ambiente e con gli altri. Il processo di inclusione sociale ha una doppia corsia poiché da una parte è determinato dalla propensione del soggetto stesso verso gli altri e verso il mondo che lo circonda, dall’altro è determinato dalla società che deve essere in grado di accoglierlo. Il progetto interviene su entrambe le direzioni poiché agisce sull’autostima del singolo e sulla consapevolezza della società del “valore” prodotto da una persona disabile. La proposta progettuale, peraltro, si inserisce in una visione molto più ampia avviata da tempo dalle sedi ANFFAS con gli stakeholders del territorio quindi la rete sociale non è costituita esclusivamente per le finalità progettuali ma rappresenta lo “zoccolo duro”  delle relazioni che l’associazione capofila ha tessuto nel corso degli anni.

Persone disabili più coinvolte nella società, con un ruolo fattivo in un’attività lavorativa non fine a se stessa ma finalizzata alla continuità lavorativa, genera un miglior stato psico-fisico con un minor ricorso al servizio sanitario e ad eventuali istituzionalizzazioni divenendo così un servizio non sostitutivo ma integrativo del servizio pubblico.